Wednesday, April 24, 2024

Fai quello che fanno le banche e non fare quello che ti dicono di fare

L'Unione Europea prosegue la sua corsa alla regolamentazione dell’industria di Bitcoin e delle criptovalute. Nonostante il voto finale sulla bozza della tanto attesa legge dell’Unione Europea per regolamentare le criptovalute, il Markets in Crypto-Assets Regulation (MiCA), sia stato rinviato ad aprile 2023 a causa di difficoltà tecniche, il Parlamento Europeo ha approvato ieri i nuovi regolamenti bancari.

Come riporta Reuters, la commissione per gli affari economici del Parlamento europeo ha approvato un disegno di legge per attuare la fase finale delle regole sul capitale bancario globale post-crisi finanziaria (Basilea-III) a partire da gennaio 2025. Stabilisce che le criptovalute volatili come Bitcoin possono essere considerate un investimento rischioso, ma contemplato nei regolamenti bancari.

In tal modo, l’Unione Europea sta seguendo la Bank of International Settlement (BIS), che essenzialmente divide le criptovalute in due gruppi distinti. Il gruppo 1 rappresenta asset tokenizzati e stablecoin con meccanismi di stabilizzazione approvati. Il gruppo 2 include stablecoin senza meccanismi di stabilizzazione approvati dalla BRI e criptovalute volatili. Questa classificazione di gruppo implica che Bitcoin, Ethereum e altre criptovalute richiedano alle banche di applicare una “ponderazione del rischio” del 1.250%.

Ciò significa che le banche europee possono detenere criptovalute, ma dovranno possedere più di un euro di capitale libero per ogni euro di criptovalute. Markus Ferber, un membro tedesco del Partito popolare europeo al Parlamento europeo, ha affermato che questa necessità è progettata per “impedire che l’instabilità nel mondo delle criptovalute si ripercuota sul sistema finanziario”.

Inoltre, la nuova direttiva stabilisce che le banche possono detenere un massimo del 2% del loro capitale in Bitcoin e altre criptovalute, mentre la commissione economica del Parlamento europeo ha approvato diverse deroghe temporanee per dare alle banche più tempo per adeguarsi. Già lo scorso anno, il Comitato di Basilea della BRI ha messo in guardia contro le criptovalute. Da allora, alle banche è stato consigliato di destinare un massimo dell’1% del loro patrimonio totale alle criptovalute.

La guida approvata ieri si basa su una bozza che il Comitato di Basilea per la vigilanza bancaria ha finalizzato il 16 dicembre. Il Comitato di Basilea è un gruppo di diverse dozzine di banche centrali e autorità di regolamentazione bancaria che non hanno autorità legislative ma sviluppano gli standard per la regolamentazione prudenziale delle banche.

Come ha indicato Ferber, i legislatori citano il caos nel mercato delle criptovalute negli ultimi mesi come ulteriore prova della necessità di tale regolamentazione. Gli Stati Uniti, il Regno Unito e altri paesi stanno adottando misure simili, con l’Unione Europea che stabilisce un precedente unico con il suo requisito che le banche devono detenere capitale sufficiente per coprire completamente le partecipazioni di Bitcoin e criptovalute.

In particolare, l’approvazione di ieri da parte della commissione per gli affari economici del Parlamento europeo è il primo passo nel processo di approvazione. La direttiva deve ancora essere approvata dall’intero Parlamento europeo a luglio e presentata ai ministri delle finanze nazionali nel Consiglio dell’Unione europea affinché i regolamenti entrino in vigore. Anche se le normative possono sembrare molto cautelative a prima vista, va sottolineato che l’UE non vuole emettere un divieto di Bitcoin e criptovalute per le banche europee, ma vogliono solo introdurre un limite.

Perché è importante?

In seguito alle turbolenze e crisi che hanno attraversato il settore delle criptovalute e i mercati in generale, negli ultimi mesi i legislatori di Europa, Stati Uniti, Regno Unito e altri paesi stanno accelerando il processo di regolamentazione del settore, in ottica di protezione dei consumatori e facilitazione della ricerca e dello sviluppo tecnologico, così da creare un terreno fertile per la crescita del settore sul loro territorio e guadagnare un vantaggio strategico rispetto agli altri paesi. Con l’approvazione di questa misura l’Unione Europea stabilisce un precedente unico, legittimando le banche a detenere Bitcoin nel proprio capitale. Questo passaggio storico permetterà al mondo della finanza tradizionale di investire direttamente in Bitcoin, diversificando il capitale a bilancio della banca.

La proporzione Aurea è nel DNA di ognuno di noi.

Gli esperti consigliano sempre di diversificare il proprio portafoglio d’investimento, in modo tale da poter reggere a qualsiasi tendenza del mercato senza veder crollare tutto.

Inoltre, analizzando i dati relativi al 1971, quando è iniziata la libera fluttuazione dell’oro, si nota che l’oro possedeva un rendimento annuale medio di circa l’11% in dollari americani, quindi è sicuramente un asset che può incrementare i profitti a lungo termine e non e’ da sottovalutare.

Anche la liquidità dell’oro e’ molto importante, perché questo protegge di molto la volatilità del valore di mercato. Possedere oro e’ insomma qualcosa che protegge dalle grandi fluttuazioni del mercato, assicurando una stabilità invidiata da molti altri asset finanziari.

Infatti, la resilienza dell’oro e’ storicamente qualcosa che affascina non solo gli investitori ma anche i piccoli risparmiatori che vedono in questo metallo qualcosa da mantenere e regalare spesso alle generazioni future come tesoretto in caso di crisi.

Le previsioni indicano per l’oro un balzo del proprio valore fino al 500% nei prossimi dieci anni: infatti, ovviamente questo tipo di investimento va considerato sempre a lungo termine, e non conviene specularci molto perché vendendo l’oro si perde sempre almeno un 20% del valore di mercato.

Infine, visto il periodo di forte inflazione che stiamo vivendo in Europa, acquistare oro rappresenta una concreta alternativa e una grande opportunità: storicamente infatti e’ proprio in questi periodi che l’oro riesce a dare il meglio di sé aumentando moltissimo il suo valore e la sua importanza.


Thursday, February 23, 2023

 

INFORMAZIONE E BITCOIN, PARLA
UN GIURISTA D’AVANGUARDIA

Giovanni Bonomo, avvocato e consulente di imprese editoriali e televisive, è un esperto in materia di diritto d’autore. Figlio d’arte, ha fondato un centro culturale

Avvocato e consulente di imprese editoriali e televisive, autore di pubblicazioni in materia di diritto d’autore, dell’informazione e dell’informatica, ha contribuito, tra l’altro, al volume La televisione digitale: temi e problemi, Commentario al D. Lgs. 177/05 T.U. della Radiotelevisione, a cura di V. Zeno-Zencovich, E. Poddighe e A. Frignani (Giuffrè ed.). Giovanni Bonomo non è solo uno stimato avvocato, figlio dell’avvocato Aldo Bonomo, insigne giurista e intellettuale eclettico, presidente della Finivest fino al 2005, anno della sua scomparsa.

Libero pensatore – come ama definirsi – e promotore culturale, ha fondato nel settembre 2007 il Centro Culturale Candide, sede di eventi e punto di incontro di artisti, scrittori, esponenti della cultura. Giornalista pubblicista, attivo sulle tematiche ambientali, collabora con riviste letterarie e di divulgazione medica e scientifica.

Avvocato Bonomo, come mai ha scelto di laurearsi in legge?

Diciamo pure che, fin da ragazzo, ho alimentato un sincero interesse su tutto ciò che mi circonda. Sì, un po’ un esploratore delle persone e del loro modo di interpretare il reale. Il mio nume tutelare, fin dai tempi del liceo, è stato e rimane l’intramontabile Voltaire, la cui opera ironica Candide rimane per me basilare. Mi ha insegnato che bisogna saper ridere anche dei fatti avversi della vita. Certamente la vicinanza di mio padre, nella scelta di diritto come studio, è stata decisiva.

Quali sono le linee di indirizzo professionale che la caratterizzano?

Sono stato e sono tuttora legale di imprese editoriali e televisive, ben tredici anni come consulente di Mediaset, e il mio studio gravitava intorno al diritto d’autore e, quindi, all’evoluzione della società e della comunicazione, con una più puntuale interpretazione giuridica prima della radiodiffusione televisiva e poi delle telecomunicazioni, per arrivare infine al diritto dell’informazione e dell’informatica. Un tempo questi temi erano visti con un po’ di sufficienza, oggi sono materie universitarie decisive.

Quali sono gli aspetti più innovativi, in questo ambito, che lei ha voluto approfondire?

Nella società attuale assistiamo a una transizione verso il digitale e il multimediale, in continua evoluzione. Di recente ho aperto un blog di aggiornamento notiziale (www.ultime-notizie.net) per informare il pubblico sulle novità provenienti dalla nuova imprenditoria all’alba del terzo millennio. Un passaggio culturale difficile, impegnativo, ma è un’autentica svolta epocale.

Perché parla di svolta epocale? Ci chiarisca il concetto.

Perché già con internet e, adesso, con la blockchain – sistema che utilizza i nodi di una rete informatica e consente di gestire e aggiornare, in modo univoco e sicuro, un registro contenente dati e informazioni (tra cui transazioni) in maniera aperta, condivisa e distribuita senza la necessità di un’entità centrale di controllo e verifica, nata con il bitcoin, la più nota criptovaluta –  oggi le imprese si trovano ad affrontare la quarta rivoluzione industriale e l’economia collaborativa (sharing economy).

Lei ha fondato “Cripto per Tutti”. Di che cosa si tratta?

È un’associazione di promozione sociale che ha lo scopo di diffondere, in maniera semplice e lineare, alla portata di tutti, la cultura delle criptomonete e della blockchain.  Dobbiamo renderci conto che nulla sarà come prima, nel futuro prossimo dell’Internet of Things, dei token – insieme di informazioni digitali all’interno di una blockchain  –  e degli smart contract, ovvero quei protocolli informatici che facilitano, verificano, o fanno rispettare, la negoziazione o l’esecuzione di un contratto in modo automatico.  Concetti ancora poco conosciuti, ma questa è la realtà che già viviamo. E come diceva Voltaire, forse in maniera un po’ drammatica “Annunciare verità, proporre qualcosa di utile all’umanità, è una ricetta infallibile per essere perseguitati.”. Io cerco di farmi capire, sperando di non essere perseguitato! Per il resto, la storia dimostra che solo chi ha lo sguardo lungo, vedendo prima degli altri, diventa leader in settori di mercato prima inesplorati a beneficio di tutti. Chi entra per primo nel futuro meglio alloggia già nel presente.

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Fai quello che fanno le banche e non fare quello che ti dicono di fare

L'Unione Europea prosegue la sua corsa alla regolamentazione dell’industria di Bitcoin e delle criptovalute. Nonostante il voto finale s...